
verso Campeche

verso S.Cristobal

Laghi Montebello

Puerto Escondido

Zipolite

PPuerto Escondido

Barrel bicorno

Fede Barrel & Vale

percorso?

Aguazul

gruppo a Aguazul

Carru pisa

Barrel & Fede

Barrel & Bracco

intervista

Tulum

Piazzy & Manu

siesta

Puerto Escondido

Puerto Escondido

Barrel Piazzy & Manu

Campeche

Campeche

San Cristobal

San Cristobal

Colazione

in Guatemala

Puerto Escondido

Coba

Manu

Manu & Miky

Barrel & Beer

alla playa

Playa del Carmen

Playa del Carmen

Nino

che siesta!

Campeche

telefono casa

Valentino

aspettando l'onda

ecco l'onda

Puerto Escondido

Puerto escondido

Coba

Coba

Tulum

Zipolite

beach training

nina

Mexico City

Campeche

Mesilla - Guatemala

ultima cena

Barrel & Miky

fiche in posa

percorso?

Puerto Morelos

tanti agrumi!

lustrascarpe

S.Cristobal

Barrel & Piazzy

in discoteca

S.Cristobal

S.Cristobal
DA CANCOON A MEXICO CITY - UN MIX DI COLORI E TRADIZIONE
Assieme ad un variegato Bernardacrew abbiamo visitato il Messico. Siamo atterrati nella turisticissima
Cancon, abbiamo affittato due macchine ed attraversato l’altrettanto yankee
Playa Del Carmen per pernottare a
Puerto Morelos, un paesino di pescatori trenta km più a sud che è diventata la base da cui sono partite varie escursioni alla volta dei siti Maya.
Tulum, il famoso
Chiken-Itza e soprattutto
Cobà: una serie di piramidi circondate da una foresta verde e rigogliosa. Lasciato lo
Yucatan abbiamo visitato la coloratissima
Campeche e il meraviglioso sito di
Palenque, immerso nella giungla tropicale. Da lì siamo saliti in
Chiapas, fermandoci a
San Cristobal De Las Casas, dove mentre alcuni combattevano le scariche gastriche a colpi di imodium altri hanno perlustrato le strette viuzze della cittadina montana. Scesi a
Puerto Escondido ci siamo riposati quattro giorni nella località balneare nota da noi solo dopo il film di
Salvatores, ma che a differenza di quelle Yucateche non ha perso la sua identità. Da lì passando per
Oaxaca abbiamo raggiunto il Centro di
Mexico City la Città più grande ed inquinata del mondo. Ciò che maggiormente mi ha affascinato sono state le scritte che campeggiamo sui muri dell’autostrada decine di km prima di raggiungere l’anello esterno della città. Una striscia infinita di nomi e cognomi. Un urlo ininterrotto e colorato con il quale i giovani messicani provano ad appropriarsi di un piccolo spazio per segnalare la propria esistenza in una megalopoli dove la vita e la morte palleggiano assieme ai bordi delle strade .