
riposino all'aereoporto

Primavera a Tehran

tomba di Komeini

Tomba di Komeini

Donne alla tomba

targhe alterne

Francesco Rapaccioni

Rob Cody & Pitto

Tehran - torre di Azadi

le rovine di Persepolis

le rovine di Persepolis

Cody Booms Pitto Boris

le rovine di Persepolis

palazzo di Dario

le rovine di Persepolis

Donna iraniana

Naghsh-e Rostam

Naghsh le tombe

Yadz - moschea

Shiraz - moschea

Shiraz - moschea

Yadz

Barrel & Pitto

la piazza di Isphan

la piazza di Isphan

Komeini & Khamenei

Il gruppo al completo
UN VIAGGIO IN NOME DI DIO
C’è chi viaggia per piacere, chi lo fa per lavoro e chi come noi per ampliare i propri orizzonti. Per questa ragione a Pasqua 2005 abbiamo deciso di visitare l’Iran: un paese noto a per ragioni politico-religiose, ma che almeno dal più triste degli “11 settembre” è rimasto al di fuori dalle rotte turistiche. Abbiamo pianificato il viaggio sulla guida più recente che risale però a quattro anni fa e descrive un paese pieno zeppo di divieti e che nulla concede allo spirito libero del viaggiatore. Da quando siamo atterrati nella capitale
Tehran, abbiamo capito che in pochi anni molto è cambiato e che quello che spesso viene dipinto come un paese retrogrado e contrario ad ogni contatto con l’occidente. Abbiamo incontrato molte persone che per ragioni di studio e lavoro avevano viaggiato come e più di noi e – pur nel rispetto delle loro tradizioni – si sono rivelate ben contente di ascoltare il punto di vista di dieci italiani chiacchieroni. Da Tehran siamo volati al sud a
Shiraz per visitare i resti di
Persepoli e le Tombe rupestri dei Re
Dario,
Serse ed
Artaserse. Poi a bordo di un pulmino siamo risaliti verso la capitale passando per
Yadz e
Qom la città santa in cui Khomeini ha studiato teologia, e dove abbiamo avuto la fortuna di assistere alla processione sciita di Ashura. Tra tutti i luoghi visitati è stata la città di
Isfahan a solleticare maggiormente la nostra immaginazione. Attraversando la piazza Imam Khomeini si rimane senza fiato: è davvero, senza esagerazione, uno dei luoghi più belli del mondo. La piazza è strapiena di iraniani che fanno foto, girano su carrozzelle a cavallo, parlano e passeggiano: l'atmosfera, divertita e rilassata, è quella di ogni città europea di mare, dove regnano un senso di vacanza e di leggerezza. Altro che nazione chiusa e integralista. Tornati a casa
Francesco Rapaccioni ha pubblicato un diario di viaggio su teatro.org e la
Bernarda Prod-Action il video
Un Viaggio in nome di Dio e di Licia Colò che - nonostante le assicurazioni pre-partenza - è stato scartato da
Alle falde del Kilimangiaro