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MAURY - Un Rockumentario 3 parte


Maury fu un artista eclettico, assolutamente geniale, rigorosamente anarchico; il suo talento, che lui non volle mai riconoscere, vivo, irriverente, bisbetico come un puledro indomato ed indomabile. Maury rifiutò qualsiasi compromesso che rischiasse di minare la libertà del suo esprimersi, di inquinare la purezza della sua arte. Certe volte qualcuno ci si prova, a girare il tordo nel mulino. Maury usava spesso espressioni oscure ed indecifrabili. I più - i discografici per primi - presero letteralmente la fuga da Maury che non ha mai inciso per nessuna grande casa di produzione: i suoi bellissimi brani sono a tutt'oggi privilegio di una ristretta cerchia di irriducibili suoi ammiratori, che conservano come preziose reliquie i pochi nastri che lo stesso Maury incise in casa propria.

Maury non conobbe la gloria. Non, perlomeno, come normalmente la si intende: Maury non ha venduto dischi, né affollato le piazze nelle sue - rare, per la verità - esibizioni pubbliche; non si è arricchito con i suoi pezzi. Eppure, la gloria di Maury sopravvive in quanti, al tempo, lo amarono. Da parte di costoro l'ammirazione non ha confini, è pura adorazione. Basti ascoltare le dichiarazioni raccolte nel video Max Pezzali - nella prima parte -non esita ad attribuirgli un ruolo di primissimo piano nel panorama musicale mondiale "dopo i Beatles e, in parte, i Pink Floyd, senz'altro c'è Maury" Simona Ventura gli consacra devotamente l'intera sua carriera "la devo a lui, mi sono ispirata alla sua fantasia"

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