Elogio
all'Indecenza
Una volta di più ci chiediamo vanamente: "E' il cinema
specchio della società oppure è la società
specchio del cinema?". Ma andiamo oltre la superficie e chiediamoci
(ancor più vanamente) quale sia la matrice genetica dell'Arte.
E, infine, in preda al qualunquismo più naif chiediamoci
se esiste realmente una "genesi dell'Arte", oppure se
essa sia immanente, preterumana, permeante l'interezza del Creato,
di cui l'essere umano, sempre meno "individuo", non è
altro che un buffo incidente. A questi profondi pseudo interrogativi,
le presunte risposte ai quali hanno dato da vivere ad un sacco di
parassiti sociali e avventurieri di quella impura cartomanzia che
ci ostiniamo a chiamare psicologia, io non risponderò.

La copertina della Vhs di Bart Naples
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"E' meglio essere odiati per ciò
che si è
piuttosto che amati per ciò che non si è"
Ma questo posso dire:sicuramente il trash è Arte. E' una
sublime forma di necrofilia: filtra il vento che spira dai picchi
del buonismo ipocrita e perbenista attraverso valli di ossari scoperchiati
e paludi di indicibile lerciume, caricandolo del liquido miasma
della putredine e rispedendolo al mittente con gli interessi. Ed
è proprio attraverso la esponenzializzazione del paradosso
e il ribaltamento del senso comune che il trash si avvicina, forse
più ancora della fotografia, ad una credibile rappresentazione
del vero. Del vero moralmente inteso, sia chiaro. Questo ci dovrebbe
far riflettere: l'unico scudiscio in grado di riscuoterci dall'asepsi
morale caratteristica della nostra epoca, di questo Ragnarok privato
di ogni epicità, proviene da lì, da dietro quell'angolo
buio, ove si agita fremente il balletto della pornografia a basso
costo, del travestitismo, della crudeltà infantile ed efferata,
del succo di pomodoro a profusione, del feticismo da sala operatoria,
del topless onnipresente. Chi ha mai detto in fondo che il volto
della Verità sia bello a vedersi? Joe Bubba Briggs
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